Recensioni - 29 Maggio 2026
Franco Brambilla è stato responsabile della Formazione permanente dell’Università Cattolica e del progetto “Cattolica per la scuola”. E’ cultore della materia di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso lo stesso Ateneo. E’ membro del CdA della Fondazione “Giuseppe Lazzati”. Mentre è in corso la causa di beatificazione è bene ricordare che Giuseppe Lazzati è una figura di rilievo nel Novecento: prigioniero nei lager tedeschi, costituente, laico cristiano impegnato nell’attuazione del Concilio Vaticano II.
I testi raccolti sono uno spaccato importante della società italiana e restituiscono un contesto storico-culturale nel quale sono stati scritti: “Il Sessantotto e la questione studentesca, gli anni Settanta e la fine del boom economico, il declino dei grandi partiti popolari, in particolare la Democrazia Cristiana, e le crisi della politica dei primi anni Ottanta, la difficile attuazione del Concilio Vaticano II e la cosiddetta “scristianizzazione” in atto in Italia”. Giuseppe Lazzati, fondatore dell’Istituto secolare Cristo Re, è stato preparatore e attuatore del nuovo modo di essere Chiesa-popolo di Dio scaturito dal Concilio Vaticano II, ma anche una “guida e sincero amico dei giovani che ha sempre voluto educare alla e nella libertà che è propria dei figli di Dio”.
Questi trentasei articoli ci permettono di rileggere “il suo pensiero ancora attuale sul rapporto tra la Chiesa e il mondo, sui fedeli cristiani laici e l’azione culturale, sul ruolo dell’Università Cattolica e quello dei cristiani nei confronti della “città dell’uomo”, affrontando temi culturali, sociali e politici, con linee di pensiero e di azione del laicato cattolico italiano impegnato per il bene del Paese”.
La coerenza di Lazzati, che nasce nella dura esperienza di prigioniero, insieme a tanti militari italiani, nei lager tedeschi, diventerà il faro unificante e costante nella sua vita. Questi articoli sono anche una importante eredità di Lazzati da non disperdere. “Le provocazioni – dice Giuseppe Lazzati – della realtà, lungi dal turbare, devono costituire uno stimolo permanente a cercare di operare al meglio perché la nostra presenza quaggiù, ciascuno nel posto cui è stato chiamato, sia le meno inutile possibile”. “Gli interventi di Lazzati – dice Elena Beccalli nella premessa – qui riproposti ne sono una testimonianza e oggi – grazie alla casa editrice che porta nome della rivista e all’impegno di autorevoli studiosi – è possibile poterne nuovamente usufruire per dare nuovo slancio al pensiero e all’azione dei cattolici”.
Griot – 13 maggio ’26

Per altre informazioni: Giuseppe Lazzati: per una civiltà dell’uomo