Recensioni - 13 Febbraio 2026
Quali passi ha fatto dalla Costituente a oggi la “rivoluzione femminile”? Per le donne è venuto il tempo della reale ed effettiva parità di opportunità e ruoli? Attraverso l’analisi storica e la riflessione sul nostro tempo, nella società, nella Chiesa, nella politica, le autrici indagano su ciò che è stato raggiunto e su cosa ancora manca per parlare di vera democrazia paritaria, partendo dal presupposto che la parità di genere non è solo una questione per le donne, ma un requisito fondamentale per l’intera società: un imprescindibile presupposto di una compiuta democrazia
Il lungo e incompiuto “cammino delle donne italiane verso la piena parità di diritti e dignità” svela come il loro protagonismo nella sfera pubblica, dalla politica ai vertici di una azienda, fino alla Chiesa, è una “conquista cruciale e inarrestabile, essenziale per una democrazia matura e inclusiva”. La parità di genere non è una “moda” che, prima o poi, sarà superata: “ha a che fare con la qualità della democrazia e della società che vogliamo affidare alle future generazioni”.
Intervenendo su questo terreno concreto, uomini e donne insieme, è possibile innescare un processo virtuoso che può incidere anche sulla drammaticità della violenza contro le donne e dei femminicidi. Scopo di questa pubblicazione, che esce a ottant’anni dall’Assemblea Costituente e dal primo voto delle donne, è di suscitare riflessioni, dibattito e confronti sul tema, nei gruppi informali, nelle comunità e nei luoghi di formazione, come negli ambiti istituzionali.
Nel 1946 – momento simbolico in cui milioni di donne si riconoscono parte di una comunità politica, come magnificamente rappresentato da Paola Cortellesi nel film C’è ancora domani (2023) – il diritto al voto non fu una concessione ma il frutto maturo di una mobilitazione diffusa. La presenza delle ventuno madri costituenti e la loro azione nella Commissione dei Settantacinque restano un’eredità preziosa. Nel libro Chiara Tintori ricostruisce nomi, storie e passaggi. Nella stimolante postfazione, Mariapia Garavaglia insiste sul carattere non episodico di quel protagonismo, che si riversa subito nella prima legislatura repubblicana e nelle riforme sulla maternità e sulla prostituzione legate, tra l’altro, al nome di Angelina Merlin. “Le madri costituenti – dice Mariapia Garavaglia – , nella prima legislatura repubblicana, furono protagoniste attive nel presentare leggi su temi cruciali della condizione femminile. Oggi, altre donne (e altri uomini) hanno il compito di portare a compimento quanto da loro iniziato, per dare finalmente pari dignità a tutte le persone, a prescindere dal genere di appartenenza. E’ un sogno troppo grande?”.
“Questo libro – dice Marta Cartabia nella preziosa prefazione – è un invito a mettere mano all’opera, ciascuno nel proprio luogo, con gli strumenti della cultura, del diritto, e del potere, del linguaggio, dell’organizzazione e del dialogo. Se la promessa della Costituzione chiede ancora compimento, è perché la sua verità vive solo nell’incontro tra principi e storia, attraverso biografie concrete e vive. Le storie, le leggi e le conquiste raccolte in questo volume indicano con onestà anche i varchi ancora da aprire. A tutte e tutti, a ciascuno, a noi il compito di attraversarli”.
Griot

Per informazioni sul libro: Il secolo delle donne – ITL Libri