La feconda inquietudine di Adriana Zarri

Recensioni - 23 Giugno 2026

Il libro Semplicemente una che vive. Vita e opere di Adriana Zarri (Edit. Il Mulino) di Mariangela Maravaglia, attraverso fonti edite e inedite, ne ricostruisce per la prima volta la biografia, dall’infanzia a San Lazzaro di Savena (Bologna), alla giovinezza nella Compagnia di San Paolo, alla maturazione di una scelta eremitica in luoghi appartati della campagna piemontese. Il libro ripropone la ricerca religiosa ispiratrice di una originale teologia mistica e trinitaria, la partecipazione con voce propria e distinta alle vivaci stagioni riformatrici prima e dopo il Concilio Vaticano II, la pratica di un monachesimo estraneo a forme di istituzionalizzazione e autonomo dalle strutture ecclesiastiche.

Donna libera, avversa a convenzioni e regole. Sceglie la strada della libertà che la conduce all’eremitaggio, non come chiusura al mondo, ma un’apertura interiore per comprenderlo aprendosi all’essere in contestazione all’avere. Molti i compagni di viaggio di Adriana Zarri che, col passare del tempo, scelgono strade differenti: la vita singola di eremita o quella delle piccole comunità. In queste amicizie spiccano lo scrittore milanese Luigi Santucci, padre Maria David Turoldo, don Primo Mazzolari e padre Ernesto Balducci. Una vita all’insegna di una inquietudine profonda ma creativa.

Dotata di una forza di intervento radicale e di una rara qualità interiore, ha una folgorante esperienza di Dio che si esprime nella creazione di eremi vissuti e condivisi come oasi di armonia naturale e di respiro cosmico. La sua vita religiosa è ispiratrice di una originale teologia mistica e trinitaria, partecipa con la propria voce alle vivaci stagioni riformatrici prima e dopo il Concilio Vaticano II, pratica un monachesimo estraneo a forme di istituzionalizzazione e autonomo dalle strutture ecclesiastiche. Assidua lettrice delle riveste francesi come La vie spirituelle. Pubblica articoli su svariati periodici cattolici e laici – tra cui “L’Osservatore della Domenica”, “Settegiorni”, “Il Manifesto”, “Rocca”, “Regno”, “Anna” – attestano la libertà di critica e di proposta e la trama di amicizie eccellenti – da Benedetto Calati a Rossana Rossanda, da Luigi Bettazzi a Sergio Zavoli, da Marie-Dominique Chenu a Pietro Ingrao – che accompagnarono la sua vita e la sua riflessione. Con l’avvento del consumismo si avvertono i primi segni della secolarizzazione. Come Pasolini si schiera contro il consumismo. Con la sapienza del riuso inventa il riciclo degli scarti che restaura in nuovi mobili, tavoli, cassapanche che arredano e impreziosiscono le cascine abitate in Piemonte. Amica del vescovo Luigi Bettazzi crede e vive la fede legandola alla vita. Per Adriana Zarri la fede non può essere slegata dalla vita e viceversa. Donna credente e pensante. L’amicizia più profonda viene coltivata con Rossana Rossanda, atea e direttrice di il Manifesto. E’ in sintonia con il sindaco di Firenze Giorgio La Pira. Polemizza anche con i credenti progressisti dell’Isolotto di Firenze e con don Lorenzo Milani. Immersa nella comunione cosmica, amava la natura, gli animali, galli, rose e gatti, scoprendone sempre la bellezza. Nei cascinali sgranava quotidianamente una solitudine abitata da una liturgia creativa diversa giorno dopo giorno. Una comunione cosmica che anticipa profeticamente alcune pagine dell’esortazione apostolica, contro la crisi ambientale, della Laudate Deum di papa Francesco.

Griot

Per informazioni sul libro:
Semplicemente una che vive. Vita e opere di Adriana Zarri – Mariangela Maraviglia – Libro – Il Mulino – Fuori collana | IBS