La mafia porta via vite innocenti

Recensioni - 25 Febbraio 2026

Dal 1945 a oggi, sono 117 i minori uccisi dalla mafia i Italia. Ragazzini, bambini piccoli che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato o che hanno pagato con la vita il coinvolgimento mafioso dei loro familiari. “La lotta alla mafia – dice Paolo Borsellino – richiede quindi un cambiamento profondo nella mentalità e nei comportamenti, a partire dalla scuola e dalla formazione dei giovani”.

Per restituire a molte vittime innocenti la giusta memoria è nato il libro La mafia porta via vite innocenti (Edit. In Dialogo) dove le storie vengono raccontate dai ragazzi delle scuole. La cooperativa sociale La Tela di Rescaldina (Milano), in collaborazione con Libera e altri enti del territorio, ha indetto un concorso ispirato ai valori di legalità, giustizia, solidarietà e destinato alle scuole secondarie dell’Altomilanese.

Questo libro è il frutto dell’impegno degli studenti nel rintracciare e raccontare le storie di quelle piccole vittime: ogni classe a suo modo, da fonti diverse, attraverso testi e immagini, con un coinvolgimento che ha colpito gli stessi insegnanti. Lo straordinario lavoro fatto ha in qualche caso avuto risvolti positivi e inaspettati per la comunità di appartenenza dei minori uccisi.

“Per le nostre ricerche – dice un alunno del plesso “Dante Alighieri” di Cerro Maggiore – abbiamo attinto al sito Vivi. Libera.it e ad alcuni libri presi in prestito in biblioteca. Le nostre penne hanno poi provato a rielaborare quanto appreso e a raccontare gli ultimi momenti della loro vita attraverso immagini e parole, cercando di immedesimarci in questi ragazzi. Speriamo che il nostro lavoro possa contribuire, almeno in minima parte, a mantenere vivo il ricordo di queste giovani vite finite troppo presto”.

“La consapevolezza – dice nella postfazione don Luigi Ciotti –   maturata grazie alla sensibilità degli insegnanti che hanno scelto di accompagnare i ragazzi in questo progetto è stata trasformata in uno strumento di approfondimento per la società tutta, a partire da chi è loro più vicino: i compagni, le compagne, i familiari e gli amici. Leggetelo: c’è molto da imparare!”riversa subito nella prima legislatura repubblicana e nelle riforme sulla maternità e sulla prostituzione legate, tra l’altro, al nome di Angelina Merlin. “Le madri costituenti – dice Mariapia Garavaglia – , nella prima legislatura repubblicana, furono protagoniste attive nel presentare leggi su temi cruciali della condizione femminile. Oggi, altre donne (e altri uomini) hanno il compito di portare a compimento quanto da loro iniziato, per dare finalmente pari dignità a tutte le persone, a prescindere dal genere di appartenenza. E’ un sogno troppo grande?”.

“Questo libro – dice Marta Cartabia nella preziosa prefazione – è un invito a mettere mano all’opera, ciascuno nel proprio luogo, con gli strumenti della cultura, del diritto, e del potere, del linguaggio, dell’organizzazione e del dialogo. Se la promessa della Costituzione chiede ancora compimento, è perché la sua verità vive solo nell’incontro tra principi e storia, attraverso biografie concrete e vive. Le storie, le leggi e le conquiste raccolte in questo volume indicano con onestà anche i varchi ancora da aprire. A tutte e tutti, a ciascuno, a noi il compito di attraversarli”.

Griot

Per informazioni sul libro: La mafia porta via vite innocenti – ITL Libri