Recensioni - 21 Novembre 2025
“Noi non taceremo, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza: la Rosa Bianca non vi darà pace” (quarto volantino)
Vivier, Delvecchio e Rizzato sono gli autori di La Rosa Bianca, studenti contro Hitler (Edit. IPL), un racconto a fumetti della coraggiosa vicenda di cinque studenti e un professore che nella Germania nazista sfidarono Hitler. Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf, sono i giovani della Rosa Bianca di Monaco, un gruppo di resistenza non violenta al nazismo in nome della libertà. Con loro anche Kurt Huber professore universitario. Per i giovani della Rosa Bianca i punti di riferimento sono pochi, ma preziosi: un papà antinazista, dei sacerdoti, un professore che parlava dei filosofi ebrei, un vecchio pubblicista che indicava ai giovani i libri importanti da leggere, da Aristotele a Maritain, da Schiller a Bernanos.

Tra il 1942 e il febbraio 1943 i giovani della Rosa Bianca, senza il concorso di chiese, partiti, organizzazioni, maturano la scelta di opposizione. Giovani di differente estrazione religiosa, cattolici e protestanti, che si riuniscono, discutono, leggono, pensano, poi decidono di agire in quella situazione di piombo. Riuscirono a distribuire, non solo a Monaco, sei volantini, uno dei quali anche all’interno dell’università di Monaco. Fogli che incitano gli studenti e il popolo tedesco alla ribellione, al boicottaggio. “Noi non taceremo – si legge nel quarto volantino -, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza; la Rosa Bianca non vi darà pace”. Ci sono parole che possono costare la vita come quella “freiheit”, cioè libertà, che i cittadini di Monaco trovano scritta con catrame indelebile sui muri dell’Università di Monaco, opera dei cinque studenti che sfidarono la vigilanza notturna della polizia. Nell’adolescenza il carattere di Sophie si dimostra anticonvenzionale e controcorrente. La natura sarà la sua seconda casa: ama il sole, il cielo, i boschi e se vede un ruscello non può fare a meno di entrarci con le gambe. L’arte è la sua passione travolgente, i colori la seducono e diventerà una brava pittrice e illustratrice di fiabe e racconti scritti dagli amici. Come educatrice in una scuola materna con i bambini, al posto di un cannone giocattolo che semina la morte, preferisce costruire il carro dei pompieri che salvano la vita delle persone. Per Sophie l’avversario principale da combattere era, come lo è oggi, l’indifferenza. Al suo fidanzato scrive: “basta che tu non diventi un tenete arrogante e indifferente (Scusami!). Ma il pericolo di diventare indifferenti è grande. E se potessi, e vorrei che i pensieri rivolti a me fossero una spina costante contro l’indifferenza”. Come Antigone “Sophie rifiuta di piegarsi alla logica di un potere, di un Fuhrer, che si presenta come un mostro affamato di orribili sacrifici umani, seminando distruzione e guerra”. Prima di essere giustiziata Sophie, sul retro della imputazione, scrive: “Freiheit”, libertà.
La resistenza di questi giovani di Monaco, città in cui il nazismo nasce e compie i suoi primi passi organizzativi e propagandistici, fu anche un’assunzione di responsabilità verso il futuro del proprio popolo e – profezia per l’epoca -dell’Europa. Nei due ultimi volantini gli studenti auspicano che a guerra terminata la pace possa svilupparsi su una nuova Europa unita, democratica, libera e federale. “La Germania futura – quinto volantino – potrà unicamente essere una federazione. Solo un sano ordinamento federalista può oggi ancora riempire di nuova vita l’Europa indebolita […] Libertà di parola, libertà di fede, difesa dei singoli cittadini dall’arbitrio dei criminali stati fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa”
Griot

Per informazioni:
La Rosa Bianca – ITL Libri