- 14 Ottobre 2025
Lo scorso 9 settembre papa Leone XIV ha proclamato santo il beato Pier Giorgio Frassati. Chi meglio del giovane torinese, vissuto tra il 1901 e il 1925, poteva essere indicato ai giovani di oggi come esempio di una esistenza generosamente vissuta nella sequela di Gesù? Un “tipo losco” – dal nome della compagnia universitaria che aveva promosso in prima persona – tutto preso a gioire della vita, ma anche ad assumerne ogni dimensione, dalle più attraenti – come le amicizie, la montagna o lo sport – a quelle più impegnative – come lo studio, l’impegno sociale e politico, la povertà, le mille forme di solitudine e marginalità, il tutto fondato su una vita spirituale solidamente basata su preghiera ed eucaristia quotidiana.
Un tipo losco in Paradiso! Per questo a Monza, promosso e sostenuto dall’AC ambrosiana e da In dialogo -cultura e comunicazione, è nato un Recital con canzoni originali scritte da Guido Meregalli, uno spettacolo che, grazie alla regia di Ilaria Mauri e incrociando vari linguaggi, punta ad essere un cammino di avvicinamento e scoperta della stupenda figura di Pier Giorgio. Dicendo Recital, si pensa spesso a una forma minore, raccogliticcia di vari stili e materiali, che aspira a essere un Musical senza riuscire ad esserlo. Qui Recital significa invece un percorso artistico fortemente unitario, in cui il raccontato, il recitato, il cantato, il danzato, il mostrato, concorrono a ricostruire, rispettandole, le infinite sfaccettature di una personalità davvero unica, che camminando nella sequela di Gesù si sapeva aperta a tutte le dimensioni della vita, dove appunto si racconta, si recita, si canta, si danza, ci si incontra, si gioisce, si condivide, si accompagna l’umanità nel suo procedere. Un apripista – Pier Giorgio – nella cui scia tanti ancora oggi, giovani e meno giovani, possono trovare la strada per una vita autentica e verso la santità.
Per contattare la compagnia monzese, per concordare eventuali date per la replica scrivere a meregalliguido@gmail.com e per accordi dal punto di vista organizzativo ed economico a organizzazione@coopindialogo.it

Regista teatrale, ritorniamo alle radici di un cammino artistico sulla figura di Pier Giorgio Frassati, un tipo losco oggi in paradiso
L’attuale rappresentazione teatrale sulla figura di Pier Giorgio Frassati è figlia di un cammino artistico articolato che trova le sue radici nel 1992. “Siamo stati toccati – dice Guido Meregalli – da questa figura che, per la maggior parte di noi attori, era soltanto un nome sconosciuto. Leggendo la sua biografia ci siamo resi conto di avere di fronte una persona interessante, ricca, vivace, come la compagnia dei Tipi loschi da lui pensata, ma affascinante da porla come nostro riferimento. Così abbiamo iniziato questa avventura teatrale coinvolgendo il settore giovani dell’AC di Lecco. Lo spettacolo è girato negli oratori, nei centri culturali”
D. Proporre una persona così ricca al pubblico, che tipo di esperienza è stata? “Un’esperienza nell’esperienza. Eravamo giovani, qualcuno adolescente. Il fatto di girare nella diocesi, o fuori, sino a rappresentare lo spettacolo a Roma all’AC nazionale, è stata un’esperienza profonda dal punto di vista umano e spirituale. Ci siamo accorti che la vita di Pier Giorgio toccava tutti noi. Quella di Frassati è una personalità poco conosciuta, ma negli ambienti ecclesiali dell’AC non si era mai dimenticata”
D. Un motivo in più per far conoscere questa giovane figura? “Certamente con la beatificazione si è creato un nuovo interesse, anche se sollecitato da Luciano Casati, ancora in vita, che girava nelle comunità cristiane in Italia per farlo conoscere. Come compagnia fu un’esperienza straordinaria. Nella fase di preparazione dello spettacolo ci recammo a Pollone per incontrare Luciano Frassoli. Proprio nella stanza dove ha vissuto Frassati ci parlò della sua vita. E’ stata una testimonianza coinvolgente. Non credo sia un caso se tre nostri giovani sono rimasti profondamente coinvolti. L’attore protagonista di Frassati è diventato prete francescano, un altro ha scelto il sacerdozio e una ragazza si è fatta monaca. Credo che l’incontro con Pier Giorgio li abbia accompagnati nelle loro scelte. Nello spettacolo abbiamo voluto dare risalto alle tantissime scelte coraggiose, e laiche, di Pier Giorgio: impegnatissimo in AC e nella Fuci, tra i poveri, fondatore della compagnia dei Tipi loschi, amante della montagna, escursionista, frequentatore della S. Vincenzo, ingegnere minerario per essere vicino ai minatori che svolgevano un lavoro tra i più precari e pericolosi, militante nel Partito Popolare e antifascista. Per il giovane Frassati queste frequentazioni, vissute in prima persona, erano importanti. Il suo motto è sempre stato “Verso l’alto”, ma scavando in profondità nel cuore impegnandosi per la libertà della persona. Scoprire che si poteva vivere in quel modo, per molti di noi fu una autentica rivelazione. Un incoraggiamento a percorrere una strada con coraggio e speranza”
D. Non crede che la vita di Frassati sia di straordinario interesse per i giovani di oggi? “Cent’anni fa Pier Giorgio viveva da privilegiato, padre direttore della Stampa, ambasciatore, personalità in vista. Ricche le sue attività quotidiane, gli amici universitari, i viaggi, le escursioni in montagna con altri giovani, le attività ecclesiali e l’impegno, nascosto e clandestino, con tantissimi poveri, la preghiera e l’eucaristia. Pur a distanza di un secolo tutte queste attività l’abbiamo avvertite vicine. Il finale della sua vita, muore a soli 24 anni, a toccato tutti. Se fosse vissuto 70anni, avrebbe lasciato comunque un segno indelebile. La sua vita spesa per il prossimo viene confermata dalla straordinaria partecipazione ai suoi funerali dove c’era una presenza inaspettata di tanti poveri che Pier Giorgio aveva conosciuto, c’era il popolo di Torino. La sua popolarità si diffuse in Italia al punto che molte famiglie vollero battezzare i figli con il nome di Pier Giorgio”
Giugno ’25
Griot